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Da anni le nazioni cercano di contrastare, inutilmente, lo sviluppo del gioco d’azzardo online, che, a breve, supererà in fatturato quello terrestre

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Il gioco d’azzardo online ha vissuto uno sviluppo fuori dal comune in poco più di vent’anni, arrivando a raggiungere un fatturato di 35 milioni di dollari l’anno. Nessuno avrebbe potuto immaginare nel lontano 1994, che, ventidue anni dopo, gli Stati più potenti del mondo, avrebbero aperto una “guerra internauta” per cercare di controllare il fenomeno della rete slotgratis.

Curioso che il titolo di precursori del gioco d’azzardo online non tocchi a nessuna grande nazione, ma alle piccole isole di quando Antigua e Barbados. Queste aprirono, nel 1994 appunto, le frontiere al gambling,  approvando una specifica legge che regolamenta il gioco online. Nello stesso anno, Microgaming, colosso internazionale del gioco online, dà vita al primo software dedicato al gioco d’azzardo. Nel 1995, Cryptologic, mise appunto il primo protocollo di comunicazione criptato per rendere sicure le transizioni finanziare sulla rete. Un anno dopo, ci fu la prima scommessa in denaro sulle pagine di Intercasinò.  Da quel momento, tutto è cambiato.
Il gioco d’azzardo online in vent’anni si è evoluto in maniera imprevedibile al punto di “tagliare” le gambe alle sale da gioco terrestri e, di conseguenza, agli stessi stati. A differenza dei giochi presenti fisicamente sul territorio, non è possibile controllare in maniera scientifica quelli presenti sul World Wide Web. Questo comporta problemi di evasione fiscale: basta spostare i server in un paese diverso da quello americano, ad esempio e l’IRS (ovvero il fisco americano) si ritrova con le mani legate.

La lotta ai casinò online non riguarda solo l’America. A oltre il 50% della popolazione mondiale, circa 4 miliardi di persone, è proibito l’accesso ai giochi da casinò online. È quello che è emerso in una recente ricerca: qui è messo in evidenza come su 225 Stati del mondo esaminati, ognuno di essi applichi norme legislative diverse per il settore del gambling.  Di questi, ben 74 Paesi applicano restrizioni – seppur in forme diverse – nei confronti dei casinò games.
In 151 paesi, invece, effettuare una puntata attraverso il proprio pc è una pratica legale.
Ci sono anche Pesi che si collocano nella “terra di mezzo”: in 32 nazioni il gioco è proibito agli operatori locali, mentre 61 nazioni consentono di operare attraverso una licenza statale. In metà di questi Paesi il rispetto della legge è osservato solo dagli operatori locali.


In linea generale in 132 Paesi vi è una forma di restrizione sul gioco d’azzardo.

La domanda da porsi a questo punto è: si può fermare il vento? Con uno sviluppo così massiccio della rete e il nascere continuo di tecnologie che permettono di connettersi in ogni parte del mondo, a qualunque ora del giorno, tentare di regolamentare in qualche modo la “rete” sembra essere impossibile come “accappiare” il vento a mani nude.

Non vi è dubbio che i casinò online siano destinati a stretto giro a surclassare quelli “terrestri”. Nulla può battere i vantaggi che la rete presenta: delocalizzazione, atemporalità, anonimato e nessun obbligo di giocare con soldi veri.

Gli Stati si rassegnino: o si spegne del tutto la rete, tornando quindi, indietro di anni netbet casino, o ci si arrende all’inesorabile sviluppo del gambling online.